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A Life: Lawrence Ferlinghetti – Brescia

Fino al 14 Gennaio, la carriera artistica del poeta della Beat Generation.

Mostra Lawrence Ferlinghetti - Brescia
07 Ott 2017 - 14 Gen 2018 Lombardia -Brescia (BS)  Arte/Cultura | Cinema/Fotografia | Mostra/Museo

Fino al 14 Gennaio 2018, la mostra A Life: Lawrence Ferlinghetti – Beat Generation, ribellione, poesia  va in scena al Museo di Santa Giulia di Brescia, in una vera e propria celebrazione di uno dei protagonisti più famosi della poesia e della letteratura americana della beat generation.
Nato a New York nel 1919 da padre originario di Chiari, in provincia di Brescia, Ferlinghetti è ancora vivente e continua a scrivere e dipingere.

La rassegna mette in luce l’importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti. poeta, pittore, editore e agitatore culturale che fu di fondamentale importanza all’interno del panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, e in particolare nel contesto della Beat Generation. Oltre ad essere autore di “A Coney Island of the Mind” (1958), una delle raccolte di poesie più vendute al mondo, assunse un ruolo determinante per la diffusione delle opere degli altri scrittori della Beat Generation, che editò e pubblicò tramite la propria casa editrice, la City Lights Bookstore.

Il percorso espositivo è suddiviso in 4 macro-sezioni (Guerra, pace, arte; Beat; L’impegno; Le origini) e si sviluppa tematicamente, rispettando la cronologia degli eventi.
A Life: Lawrence Ferlinghetti vuole raccontare non solo la carriera artistica di Ferlinghetti, documentata attraverso un’ampia selezione di disegni e tele, ma anche il movimento Beat, la cui atmosfera viene ricreata attraverso registrazioni video, manoscritti, libri, registrazioni audio, documenti, e soprattutto fotografie di Ettore Sottsass, Robert Capa, Aldo Durazzi, Larry Keenan, Christopher Felver e Fred Lyon.
Viene anche analizzato come questa corrente letteraria abbia avuto particolare seguito in Italia grazie a Fernanda Pivano, traduttrice e critica letteraria, che per prima fece tradurre e pubblicare opere di autori come Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso, Charles Bukowski e Ferlinghetti stesso, di cui fu amica e sostenitrice.

Le ultime sale della mostra sono proprio dedicate al rapporto di Ferlinghetti con l’Italia. Il poeta scoprì di avere origini italiane solo a vent’anni, quando si arruolò nella Marina degli Stati Uniti, e nel 1955 decise di prendere ufficialmente il proprio cognome italiano, che il padre aveva anglicizzato al suo arrivo in America. Solo nel 2005, a 86 anni, Ferlinghetti riuscì ad individuare la città di nascita del padre, Brescia, e la porta della casa da cui era partito per il Nuovo Continente.

La mostra è curata da Luigi Di Corato, direttore di Brescia Musei, Giada Diano, biografa italiana di Ferlinghetti, e Melania Gazzotti, storica dell’arte.

(foto dal sito ufficiale della mostra)

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