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Pistoia Sotterranea – Pistoia

Percorso sotterraneo di 650 metri, che testimonia l’evoluzione urbanistica della città nel corso dei secoli

Pistoia Sotterranea - Toscana
Tutto l'anno Toscana -Pistoia  Arte/Cultura | Esperienze | Museo | Visita

Aperta tutti i giorni
Orario delle visite guidate: 10.30, 11.30, 12.30,14.00, 15.00, 16.00, 17.00
Prenotazione obbligatoria al numero 0573 368023
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Pistoia sotterranea è un percorso sotterraneo di 650 metri che si snoda sotto alla città di Pistoia ed è il percorso ipogeo più lungo della Toscana.

I luoghi che si attraversano con Pistoia Sotterranea sono stati portati alla luce solo recentemente dopo un’importante opera di bonifica ambientale, e offrono una visione inedita sulla città e sulla sua evoluzione urbanistica nel corso dei secoli con ben 800 anni di stratificazioni edilizie.

Il percorso, un vero e proprio museo sotterraneo, si sviluppa sotto la parte nord-est della città ed è costituito dall’antico letto del torrente Brana, modificato e adattato all’inizio del dodicesimo secolo per l’ampliamento della seconda cinta muraria. e poi ridotto a canale artificiale che attraversa gran parte del centro storico pistoiese.

Il sito ipogeo Pistoia Sotterranea mostra le fasi storiche e architettoniche della costruzione dell’Ospedale del Ceppo e dell’espansione della città, che nel tempo ha inglobato ponti, torri e mura civiche.
Il percorso museale documenta anche la presenza di varie attività produttive dipendenti dall’approvvigionamento idrico quali mulini, ferriere e lavatoi.

L’accesso a Pistoia Sotterranea è consentito solo con una visita guidata della durata di circa un’ora.

La visita inizia con un accesso intermedio rispetto all’andamento dell’antico torrente, e appena entrati al visitatore viene raccontata l’origine del sito dal punto di vista idrografico in rapporto con le fasi di sviluppo della città.

Lungo la cintura sanitaria esterna della città di Pistoia possono essere individuati molti Hospitales perché con l’avvento della reliquia di San Jacopo in città si sviluppò il fenomeno di massa comunamente detto Iter Compostellanun.

Lungo il percorso si possono vedere elementi dellospedale del Ceppo fondato “sul Brana” nel 1343, e i cosiddetti butti (aperture sulle volte) dove la presenza delle ceramiche ospedaliere ne documentano l’uso per la somministrazione di medicine.
Un altro passaggio fondamentale è la visita del mulino e frantoio sotto l’omonima strada, Il Mulino, già presente alla fine del XIII secolo, era stato accorpato all’ospedale e produceva la farina di castagne con cui venivano fatte le “pappine”, le pappe curative per gli ammalati servite nell’apposito piatto ritrovato nei sotterranei, chiamato appunto pappina.

Sono anche visibili le antiche mura “comunali”, divenute in ampi tratti fondamenta dell’ampliamento dell’Ospedale del Ceppo, il Ponticello dell’ospedale di Sant’Jacopo e Lorenzo che si osserva nell’ipogeo in Piazza San Lorenzo in asse con l’omonimo Hospitales, i lavatoi di san Lorenzo e subito dopo la ferriera, realizzata dalla Famiglia Beccaccini, la cui attività del maglio azionato dal meccanismo di una ruota vitruviana, dà il nome anche alla strada, che si chiama infatti via del Maglio.

Ingresso a pagamento

foto dal sito ufficiale e dalla pagina Facebook del museo

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