I Macchiaioli. Grande mostra a Milano

Dal 3 Febbraio al 14 Giugno 2026, più di 100 opere esposte
Macchiaioli - Fattori

Dal 3 Febbraio al 14 Giugno 2026, Palazzo Reale di Milano ospita una grande mostra sui Macchiaioli, il movimento  di avanguardia artistica che ha segnato una “rivoluzione” nell’arte italiana nella seconda metà dell’Ottocento.

Perché i Macchiaioli rappresentano una rivoluzione nell’arte italiana?
Perché questo gruppo di giovani artisti, che si riuniva intorno al 1855 al Caffè Michelangelo di Firenze per discutere d’arte e di politica, decide di ribellarsi all’arte accademica e sceglie di prendere ispirazione dall’osservazione diretta del “vero”, dalla natura e dalla vita quotidiana.
Gli artisti non lavorano più negli studi, ma all’aria aperta, e i soggetti preferiti sono la campagna, la vita rurale e la vita quotidiana della nascente borghesia.
Influenzati dalle idee di Mazzini e dai fermenti del Risorgimento, anche la realtà dura della guerra diventa un soggetto delle loro opere quando alcuni di loro la osservano e la vivono in prima persona da soldati nella 2ª guerra di Indipendenza del 1859.
Oltre alla pittura dal vero, anche la loro tecnica rompe con gli schemi perché per riprodurre l’immagine usano macchie di colore e di chiaroscuro.

Come nasce il termine Macchiaioli?
Il termine di Macchiaioli, ovvero pittori della macchia, nasce nel 1861, ed era stato usato da un giornalista con lo scopo di denigrare il lavoro di questi pittori che volevano “rivoluzionare l’arte”. La definizione però piace agli artisti e diventa il loro nome-manifesto.

Chi sono gli artisti del movimento dei Macchiaioli?
I protagonisti più conosciuti di questo movimento, che si conclude praticamente nel 1872, anno di morte di Giuseppe Mazzini, sono Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega.
Ne fanno parte anche Giuseppe Abbati, Francesco Saverio Altamura, Cristiano Banti, Odoardo Borrani, Stefano Bruzzi, Ferdinando Buonamici, Vincenzo Cabianca, Niccolò Cannicci, Adriano Cecioni, Giovanni Costa, Vito D’Ancona, Serafino De Tivoli, Raffaello Sernesi.

Una frase che riassume bene lo spirito dei Macchiaioli è stata detta da Giovanni Fattori (1825-1908): “Il vero non ha bisogno di soggetti bizzarri, il vero è così bello che l’artista trova tutto nella vita che gli si muove attorno.”

La mostra di Milano espone 113 opere.

Informazioni utili
Chiuso il lunedì
Da martedì a domenica: apertura ore 10,00
Chiusura ore 19,30
Giovedì chiusura ore 22,30
Ultimo ingresso: 1 ora prima della chiusura
E’ possibile comprare i biglietti sul sito>>>
NOTA – L’acquisto del biglietto della mostra dà diritto a una riduzione sul biglietto d’ingresso alla rassegna cinematografica sul Risorgimento in programma alla cineteca Milsano Arlecchino(vedi qui sotto).
E presentando alla biglietteria della mostra il biglietto di una proiezione, si potrà avere uno sconto per l’ingresso alla mostra.

Eventi collaterali – il cinema
Il Risorgimento italiano che tanto ha influenzato i Macchiaioli rivive anche sul grande schermo.
Dal 19 febbraio al 9 aprile 2026, la Cineteca Milano Arlecchino (via San Pietro all’Orto 9) ospita la rassegna “I Macchiaioli – 7 film tra rivoluzioni e illusioni”: un percorso cinematografico che attraversa l’Ottocento italiano, dai grandi classici del cinema – come il celeberrimo “Senso” (1954) di Luchino Visconti – alle nuove interpretazioni del periodo risorgimentale, come “L’abbaglio” (2025) di Roberto Andò.
In programma anche incontri e un cineconcerto che unisce immagini e musica dal vivo, per vivere il cinema come racconto condiviso e immersivo.
NOTA – Presentando alla biglietteria della Cineteca il biglietto della mostra “I Macchiaioli” si potrà accedere alle proiezioni con ingresso ridotto. E lo stesso vale per la mostra: ingresso ridotto a chi presenta il biglietto di ingresso di una proiezione.
Vai al sito della cineteca>>>